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The Equalizer 2 - Senza perdono

  • Uscita:
  • Regia: Antoine Fuqua
  • Cast: Denzel Washington, Pedro Pascal, Bill Pullman, Melissa Leo, Jonathan Scarfe, Ashton Sanders, Mickey Gilmore, Abigail Marlowe, Alexa Giuffre, Kayla Caulfield, Denzel Washington
  • Prodotto nel: 2018 da COLUMBIA PICTURES, LONETREE ENTERTAINMENT, MACE NEUFELD PRODUCTIONS, SONY PICTURES ENTERTAINMENT (SPE), VILLAGE ROADSHOW PICTURES
  • Distribuito da: WARNER BROS ITALIA
  • Tratto da: personaggi della serie TV "Un giustiziere a New York" (1985-1989) ideata da Richard Lindheim e Michael Sloan

TRAMA

Nuovo capitolo sulle vicende del vigilante Robert McCall, l'inflessibile giustiziere in difesa delle persone oppresse e sfruttate, in una decadente New York. Cosa sarà disposto a fare quando una di queste persone è proprio quella che lui ama?

Dalla critica

  • Cinematografo

    Uomo de panza, uomo de sostanza. Sicché il quasi 64enne (28 dicembre) può continuare a fare il muscolare, a menare le mani per una buona causa, a vendicare gli umili e gli offesi, sebbene si sia un po’ inquartato, un tot infiacchito e lo stunt – evidente nel combattimento finale sul tetto – sia ormai la norma. Perché, appunto, la panza è sostanza umana, quella generosa e manesca, efferata ma pietosa del nostro, che si riaffida al sodale Antoine Fuqua ( Training Day , Brooklyn’s Finest ) per il primo sequel della sua carriera: The Equalizer 2 – Senza perdono . Dopo il successo dell’originale (55 milioni di dollari di budget e 192 di botteghino), nel cast ancora Bill Pullman e Melissa Leo, torna Robert McCall, il giustiziere degli ultimi: l’Agenzia è sempre della partita, l’amicizia pure, e quando gli toccano gli affetti più cari l’ex 007 non conosce mezze misure. Meno dolente e crepuscolare del primo capitolo, è un prodotto comunque godibile, e il merito preminente è del nostro Denzel, che tutto può e nulla si concede: ci rende giustizia, ci fa credere che ogni torto possa essere lavato nel sangue, anche quando si è soli e accerchiati, anche quando – realtà prima che finzione – si ha un sedere mastodontico e tante primavere sulle spalle. Al netto di plasma e ammazzatine, quasi un pubblicità progresso.

  • Corriere della Sera

    Vendicatore onesto, giustiziere dalle buone intenzioni, Robert McCall fa quasi una vita da pensionato a Boston, se non fosse che sono gli altri, facendogli scomparire amici cari, a stuzzicargli quell'ego da Robin Hood che è sempre stato nelle corde di Denzel Washington. (...) il film promette e mantiene il rigore di un personaggio quasi ottocentesco ma calato nel disamore ben espresso di oggi. Washington sa essere un eroe intimista anche se nel racconto ci sono le dovute scazzottate, spari e coltelli nell'ombra, ma anche momenti thriller ben tesi come l'agguato alla povera Melissa Leo e prove di attori che arrivano sempre al momento giusto come Bill Pullman.

  • Il Messaggero

    (...) vedremo in questo sequel indagare circa la morte della sua 'capa' di un tempo (Melissa Leo, bravissima), convertire un ragazzo del quartiere alla legalità ed intercettare la storia di un sopravvissuto dell'Olocausto in cerca di un quadro. È tutto più grande rispetto al primo film, anche lo spettro letterario del nostro, in grado di passare da 'Tra me e il mondo' di Ta-Nehis Coates al Proust de 'La Recherche' senza dimenticare il classico della letteratura afroamericana 'Paura' di Richard Wright. Ci piace da morire questa saga perché è un tentativo, assai ben riuscito, da parte di due filmaker colti e popolari come Fuqua e Washington, di realizzare un action movie da botteghino (guardate l'inizio strepitoso in stile Bond con McCall contro quattro turchi in un treno camuffato da Imam) che sia al tempo stesso un dramma personale grazie alla bravura di un attore che sa uccidere sia con le mani che con un semplice e impercettibile lampo negli occhi. (...) Entriamo sempre di più nel passato da spia di questo signore quando si lottava «nello stesso fango per lo stesso sangue» e il mondo era ancora un luogo in cui era possibile distinguere la patria dal nemico. Tratto da una serie televisiva minore con il bianco inglese protagonista Edward Woodward di fine anni 80 ('Un giustiziere a New York'), 'The Equalizer' di Fuqua-Washington è tutto un altro animale: sa passare da Hemingway a Proust, onora il passato dei suoi cari, conosce le proprie radici, osserva quello che succede nel quartiere e decide di agire con le cattive non prima di aver provato e riprovato la via diplomatica. È un giustiziere della luce. Anche se ha la pelle nera di uno di più grandi attori della Storia del Cinema di nome Denzel Washington. Ne vogliamo vedere sicuramente un terzo. E forse anche un quarto.

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